• Day 36/75 – Lunghe distanze

    -Tanti km sulle gambe, sveglia presto e dialogo interiore.-

    Buonasera, cari lettori.
    Oggi scrivo con un po’ di ritardo rispetto al solito e questa sarà una riflessione breve sulla giornata.

    Come sempre, sveglia presto alle 4:30. La solita routine che ormai mi accompagna da 35 giorni: tazza di acqua calda, scrittura e 15 minuti di meditazione. Oggi mi sento molto stanco, sono arrivato a fine giornata davvero esausto. Forse per la sveglia che suona in piena notte, o forse semplicemente perché ho corso 16 km e ora la stanchezza e la debolezza si fanno sentire.

    Nonostante il turno di lavoro 6–14, sto cercando di farmi piacere le ore che passo lì, e devo ammettere che ultimamente il tempo scorre più veloce del solito. Sarà merito dell’autocontrollo che sto esercitando su me stesso, o forse del fatto che mi ci sto abituando, ma sono contento di non stare più male come nelle scorse settimane. Ricordo bene quando mi svegliavo ansioso e andavo a dormire con un nervoso addosso che mi faceva sentire davvero provato nei confronti della vita che stavo conducendo. Non facevo altro che piangermi addosso, lamentarmi e reagire con astio e sofferenza a qualsiasi cosa mi venisse detta.

    Ora le cose stanno procedendo leggermente meglio. Riesco a trovare anche le minime cose belle in mezzo a un mare di aspetti che non vanno e che vorrei cambiare. Sto cercando di farmi andare bene tutto, senza giudicare, ma prendendone semplicemente atto.

    Forse è anche il fatto di essermi posto l’obiettivo della maratona che mi spinge a essere motivato e presente in ogni allenamento che porto a termine. Sto amando la disciplina della corsa. Adoro muovermi, spostarmi, respirare e stare in tranquillità tra me e i miei pensieri. Ho smesso di portare il telefono con me: niente musica, niente distrazioni. Solo io e me stesso. Io, i miei pensieri, le perplessità e gli sbalzi di umore.

    Voglio correre. Correre lontano, in montagna. Ho l’obiettivo personale di chiudere la maratona in 3 ore, e so che ce la farò. Dopo la maratona ho deciso che mi dedicherò alle ultra. Voglio gareggiare in competizioni di lunga distanza, in montagna. Anche solo guardare video di queste corse, vedere la fatica delle persone e la soddisfazione sui loro volti, mi mette la pelle d’oca. Sento i brividi. Sento qualcosa dentro di me che si muove, che mi dà una sensazione di adrenalina e gioia.

    Io voglio diventare un ultra trail runner. Voglio partecipare alle gare più importanti e dare il meglio di me stesso. Non si tratta di competitività o di sfidare gli altri, ma di una competizione sana con me stesso, di stare bene con ciò che sono. Correre, e correre lontano, mi fa sentire vivo. Vivo nel muovere il mio corpo in mezzo alla natura, insieme ad altre persone che condividono questa stessa passione.

    Voglio viaggiare, correre e creare contenuti legati a ciò che amo.
    Io ci credo. Io ci riuscirò.


  • Day 35/75 – Trovando l’equilibrio

    -Sveglia presto, meditazione, pensieri e dei buoni allenamenti gratificanti.-

    Buonasera, cari lettori, che si dice?
    Io oggi tutto bene. Nonostante stia lavorando su un turno giornaliero, che mi toglie molto tempo per dedicarmi ai miei obiettivi, sono comunque riuscito, poco alla volta, a costruire una routine che non mi dispiace.

    Certo, oggi la giornata è iniziata alle 4:30, ma nulla di scandaloso. Sto prendendo il ritmo di svegliarmi presto e sto apprezzando particolarmente la meditazione mattutina. Oggi, durante i 15 minuti di pratica, c’era molta confusione nella mia testa. Devo imparare a essere più sciolto, osservare i pensieri e lasciarli andare, tornando al respiro quando la mente vaga.

    Già ieri mi ero promesso di iniziare un libro sulla meditazione, per acquisire qualche consiglio utile a migliorare la qualità della mia pratica. Ma va bene anche così. Già solo prendermi quel tempo per me, quei 15 minuti al giorno in cui ci sono solo io, i miei pensieri e il silenzio profondo della notte, è qualcosa di prezioso. Il semplice fatto di sedermi, respirare e prendere consapevolezza del corpo e della mente mi rende migliore ogni giorno. Sto iniziando a vedere miglioramenti dopo ogni pratica: mi sento più calmo durante la giornata, più presente.

    Certo, lavorando in un ambiente poco sano, dove spesso regnano competitività e invidia, è difficile essere una persona perfetta al 100%. A volte provo astio nei confronti di alcuni colleghi o faccio battutine verso chi mi sta meno simpatico, ma sto cercando di eliminare questo atteggiamento. Ho deciso che non prenderò più parte a discorsi diffamatori o cattivi, ma resterò imparziale e benevolo. Voglio agire in ogni ambito della mia vita con amore e rispetto, sia a lavoro che a casa.

    Mi rendo conto che spesso mi rivolgo male anche ai miei genitori: sono scorbutico, irascibile, e mi arrabbio con facilità. Voglio migliorare questo aspetto. Tante volte mi innervosisco per cose inutili, che magari non mi riguardano nemmeno. Poi però realizzo che sto reagendo in modo eccessivo per qualcosa che non vale la pena di agitarsi. Il fatto che ora riesca ad accorgermene è già gratificante, perché mi aiuta concretamente a migliorare.

    Se qualche mese fa, prima di meditare e di leggere le raccolte dei pensieri di Marco Aurelio, non facevo caso a queste dinamiche, ora mi rendo conto che mi sto analizzando molto di più. Cerco di correggere i miei errori, capire da dove nascono, riconoscere quali sentimenti provo e perché. Sono davvero contento di aver ripreso l’abitudine della meditazione: mi sta rendendo una persona migliore.

    Nonostante le ultime due settimane siano state fatte di alti e bassi, causati dallo squilibrio dei turni di lavoro, dal senso di trappola e dalla percezione di non avere più tempo, ora sto imparando a gestire meglio le mie emozioni. Sto cercando di prendere le cose come vengono, senza giudicare e senza fare affermazioni affrettate. Se qualcosa deve capitare, capiterà. Così come questo turno di lavoro, e tante altre situazioni.

    Ho deciso di affrontare tutto con più positività e di trovare un equilibrio, per vivere meglio e per non lasciarmi trascinare nella tristezza o in una mente annebbiata da pensieri negativi. Prendo le cose così come arrivano. Non giudico e non disprezzo. È vero, si è creata una routine fuori dalla mia normalità, ma sto cercando di renderla più leggera e serena. È atipica rispetto ai miei modi di vivere, ma apprezzo comunque ciò che mi viene dato.

    Oggi giornata di doppio allenamento: corsa e pesi. Ho portato a termine entrambe le sessioni e sono soddisfatto di come sono andate. Energia alta, respiro leggero e sorriso in faccia. Sono molto contento anche di come sta evolvendo la mia condizione fisica. Ogni giorno noto più dettagli e mi vedo davvero bene. Questa è la prova che una fetta di torta o un pasto fuori dalla routine non sono sinonimo di sgarro o di ingrassare. Sono gli eccessi a rovinare le cose: le abbuffate incontrollate e il cibo ultra-processato.

    Sono contento di come stanno andando le cose. Per quanto riguarda i miei obiettivi e il mio profilo social, la fiamma è ancora viva. So che quella è la mia strada. Ora è solo in pausa, ma porto sempre con me il mio obiettivo. Non lo dimentico. Testa fissa sull’obiettivo. Lo visualizzo e lo sento vivo.

    A domani, cari lettori.
    Buona serata


  • Day 34/75 – Costanza

    -Questione di costanza, non di perfezione.-

    Buonasera, cari lettori, e buon inizio settimana.

    Come ogni mattina, la sveglia suona alle 4:30. Questa settimana allungherò le mie sessioni di meditazione mattutina a 15 minuti. Sto percependo che quelle attuali sono troppo corte e sento il bisogno di più tempo per me stesso, tra me, il mio respiro e i miei pensieri.

    Questa mattina ho deciso di fare un journaling un po’ diverso. Mi sono semplicemente chiesto: “Come voglio sentirmi oggi? Come voglio agire?” Fare questo esercizio mi ha aiutato molto a comprendere e a “installare” nella mia mente i comportamenti e i sentimenti che voglio adottare. Sebbene non li abbia rispettati al 100%, sento che questo tipo di auto-analisi mi sostiene anche nelle giornate in cui mi sveglio col broncio o nei momenti in cui sto per compiere un comportamento che non voglio mettere in atto.

    Credo che manterrò questa routine da oggi in poi. Ogni mattina, come esercizio di journaling, mi porrò queste due domande e darò voce, in modo sincero, a ciò che sento e a come voglio agire, ricordando a me stesso in base a quali valori voglio affrontare la vita e quali comportamenti, buoni o cattivi, voglio instaurare.

    Oggi stavo riflettendo su una cosa che sto notando con molta forza: la costanza. Non è mai stata il mio punto forte, lo ammetto. Ho sempre iniziato tante cose senza mai terminarle, passando da un’idea all’altra e rincorrendo valori momentanei in base al mio stato d’animo. Nell’ultimo mese, però, ho capito la potenza di questo valore. Non si tratta di un singolo momento, ma della ripetizione di piccoli passi, fatti con continuità.

    L’ho notato con la lettura, con la meditazione e soprattutto con la mia trasformazione fisica. In appena un mese ho riportato il mio corpo in una condizione ottimale e performante. Non c’è stato nessun segreto, solo il seguire un piano con costanza. Certo, mi sono concesso qualche sfizio, qualche cena più abbondante o una fetta di dolce. Ma non è questo che rovina un percorso. Conta l’equilibrio, la consapevolezza, il non lasciarsi andare agli eccessi.

    Sapersi godere il cibo, non farne una dipendenza e celebrare gli sforzi fatti con piccoli momenti di gratitudine. Vedete, sono sempre stato un ragazzo con la mente offuscata, accecata dal cibo spazzatura. Ho sempre visto il sabato sera come il punto focale della settimana, il momento in cui mangiavo qualsiasi cosa mi capitasse davanti, senza freni, fino a stare male. Dolce, salato, tutto. Ogni volta, il giorno dopo, mi sentivo un fallito. Mi guardavo allo specchio deluso e, allo stesso tempo, provavo ancora una fame enorme.

    Non mi sono mai goduto davvero il cibo: l’ho sempre usato come valvola di sfogo per problemi e ansie. Questa dinamica mi ha accompagnato per anni. Anni. Da quando avevo circa 17 anni. Sette anni in cui aspettavo il weekend solo per abbuffarmi. Ripensandoci oggi, non mi colpevolizzo. Guardo quel periodo con compassione. Capisco cosa provavo e perché avevo così bisogno di conforto. E l’unica cosa che riusciva a darmelo era il cibo.

    Cosa è cambiato ora? È cambiato il modo in cui sfogo i momenti difficili: attività fisica, meditazione, lettura e sì, a volte anche un po’ di scrolling sui social. Certo, mi ero ripromesso di evitarlo, lo so. Ma guardandomi indietro mi rendo conto di quanti passi avanti ho fatto. Saper controllare la mente quando mangio fuori e incanalare l’energia nelle cose giuste vale molto di più di qualche momento passato a scrollare.

    Sono contento di essermi lasciato alle spalle quella parte di me che mi ha accompagnato per sette anni. E tutto questo è avvenuto grazie alla costanza, valore che nell’ultimo mese ho coltivato con grande impegno: ore di meditazione, libri letti, pagine di journaling piene di pensieri ed emozioni, e non meno di un articolo al giorno su questo blog.

    Sono molto fiero della continuità che sto mantenendo. È vero, sto ancora procrastinando un po’ sull’inseguire attivamente i miei sogni, ma ci arriverò. Sono comunque felice di aver capito qual è la mia strada. Se prima nella mia mente c’era solo nebbia, ora riesco a cogliere segnali chiari. Sta a me prendere queste informazioni e agire. Non c’è fallimento più grande del non iniziare.

    Ora mi dedicherò alla lettura e andrò a letto presto. Purtroppo oggi sono stato accompagnato da un forte mal di testa per tutto il pomeriggio. È tempo di riposare e prepararmi ad affrontare una nuova giornata domani.

    A domani, cari lettori.


  • Day 33/75 – Un meritato riposo

    -Lentezza, a tratti noiosa a tratti doverosa. Imparando, a vivere in maniera più lenta e meno frenetica.-

    Buon pomeriggio, cari lettori, e buona domenica.

    Oggi risveglio sorprendente, con un peso di 81,15 kg, riscontrando così una perdita di 0,45 kg in questa settimana. Sono molto contento di come sta procedendo il mio percorso con la corsa e con l’alimentazione. Ieri ho dedicato la serata a mio fratello e ho preso sonno verso l’1:30, di conseguenza questa mattina la sveglia è stata alle 7:45.

    È stato un bel risveglio, una domenica iniziata nel modo giusto. Un bicchiere di acqua calda, una buona meditazione e una brezza tagliente che entrava dalla finestra aperta in camera. Nulla di meglio per iniziare un doveroso giorno di riposo. Sì, avete capito bene: oggi è giorno di riposo.

    Ho fatto una bella colazione, una buona tazza di caffè doppio con latte di mandorla e un sorriso in faccia. Ed è così che dovrebbero iniziare tutte le giornate: vive, felici e lente. Senza la foga di dover fare più cose possibili e occupare ogni singolo secondo della nostra vita. Con la capacità di prenderci del tempo per noi, riflettere, capirci e prendere atto di chi siamo.

    Ho letto le raccolte dei pensieri di Marco Aurelio, ho fatto journaling e poi mi sono disteso sul divano, nel nulla totale, semplicemente a rilassarmi senza pensare a nulla. Sì, nonostante io sia spesso tormentato dall’idea di sprecare la mia vita se non faccio nulla di produttivo, oggi l’ho presa alla leggera.

    Sono andato in palestra a fare un’ora di cyclette, ma molto easy, giusto per sudare un po’ e sentirmi vivo. Esatto: sentirmi vivo. Perché è questo che lo sport mi fa sentire. Vivo. Mi fa rendere conto che sono sano e che mi sveglio ogni mattina con la possibilità di essere e fare ciò che desidero davvero.

    Ho fissato la data della mia prima maratona: 26 aprile, Padova. Sono un po’ teso, ma fiducioso. Tre ore: il tempo che vorrei battere. Una sfida contro me stesso che, a dirla tutta, mi tocca fino a un certo punto, perché corro principalmente per piacere e per bisogno. Ma a volte è bello mettersi in gioco e darsi obiettivi ambiziosi. Questo lo è, soprattutto considerando che la maratona sotto le 3 ore era un obiettivo per il 2026.

    Oggi ho anche finalizzato i miei due profili social, sui quali voglio iniziare davvero a postare. Sì, avete capito bene: voglio farlo sul serio e smettere di procrastinare. È da troppo tempo che lo rimando. Ho diviso i profili in base a ciò che voglio comunicare: uno legato a me, alle mie corse, al mio atteggiamento e alle mie esperienze di vita; il secondo dedicato esclusivamente alla divulgazione di immagini e video legati alla fotografia di strada, come un diario di emozioni impresse su pellicola.

    Sono molto contento di ciò che voglio creare. Unire sport, moda e fotografia è ciò che amo. Voglio farne un lavoro, vivere di ciò che amo, secondo le mie scelte e possibilità, rendendo conto solo a me stesso. Sono molto felice delle decisioni che sto prendendo.

    Oggi ho deciso anche di deliziarmi con due fette biscottate e una crema alla nocciola. È stato bellissimo, e soprattutto molto gratificante. Mettere tutte le mie energie durante la settimana per allenarmi duramente e mangiare in modo equilibrato mi fa apprezzare ancora di più questi piccoli momenti di libertà. Nocciolata, granola, miele: il mio comfort food. Insieme, ovviamente, a sfogliati francesi e a una buona tazza di specialty coffee.

    Sto imparando ad apprezzare queste piccole cose, invece di sfogare le mie ansie nel cibo spazzatura che, all’apparenza, sembra gratificante ma poi non lo è affatto. Preferisco godermi del cibo vero, dei buoni dolci e una bella ciotola di ramen. Nulla di più e nulla di meno.

    Forse potete prendermi per pazzo o per strano, ma per me del pane con la crema di nocciole o una bowl di yogurt con granola, miele e burro di arachidi valgono più di mille altri cibi. Sono queste piccole cose, a cui spesso non diamo importanza, che per me hanno un grande valore. Quando mi concedo questo cibo, il mio umore è puro, felice e rilassato.

    In questi 33 giorni ho capito molte cose. Sto cercando di comprendere meglio me stesso e di creare il mio destino, ma una delle lezioni più importanti è stata imparare a vivere tutto con più serenità, senza vedere il cibo come veleno o come sgarro. Vivermela così mi danneggia e basta.

    Sto imparando a vivere più lentamente, a condizionare i miei pensieri in modo positivo e a sostituire quelli negativi con impulsi sani. Ci sono ancora momenti in cui vedo il cibo solo come numeri e non come esperienza, e mi faccio mille paranoie, ma piano piano, al mio ritmo, sto cambiando.

    È già un grande passo non interpretare più il cibo come veleno, non usarlo più come arma contro la depressione o la tristezza e trovare un equilibrio prediligendo cibo vero e non spazzatura. Sto iniziando a mangiare in modo più sostenibile, scegliendo alimenti a km zero, pane fresco invece di quello confezionato e riducendo il cibo processato. Non è una fissazione, ma una questione di etica e sostenibilità. Inoltre, il semplice fatto di andare in panificio o al mercato mi rende felice: mi permette di interagire con le persone e scegliere consapevolmente ciò che mangio.

    Sono fiero di come sta andando il mio percorso. Ho ancora molto da migliorare, ma negli ultimi 30 giorni ho imparato più che negli ultimi due anni. Sto imparando ad analizzare la mia mente e i miei pensieri con più chiarezza, cercando il mio io più profondo attraverso la meditazione.

    Certo, non tutti i giorni sono stato al 100%. Ho avuto momenti di tristezza, malinconia, stress e nervosismo, fino ad avere problemi di digestione. Ma ora voglio concentrarmi solo su adesso. Oggi sto bene, e voglio pensare solo a oggi. Il passato non esiste più e il futuro deve ancora crearsi. Allora perché rimuginare su ciò che è stato o immaginare ciò che verrà, se l’unico momento reale è l’ora?

    Ora vi saluto, cari lettori. Vado a celebrare il compleanno di mio fratello: è tempo di passare la serata con la mia famiglia.

    Buona domenica !


  • Day 32/75 – Nebbia fuori e nebbia dentro

    Day 32/75 – Nebbia fuori e nebbia dentro

    -Una corsa lunga, una mente calma e sensi di colpa con il cibo.-

    Buonasera, cari lettori, e buon sabato.

    Stamattina sveglia presto. No, non per andare a lavoro: oggi è sabato, e questo vuol dire una sola cosa… corsa lunga della settimana. Mi sono svegliato proprio bene, ho meditato e mi sono nutrito con buone fonti di carboidrati e una sana dose di miele per rendere più dolce il risveglio.

    Ho finito il libro Flow. Devo dire che è davvero un ottimo libro: molto teorico e scientifico, ma mi ha colpito profondamente. Mi sono segnato tutte le pagine con le citazioni che ritengo fondamentali. Sto prendendo seriamente in considerazione l’idea di comprare un’agenda dove annotare tutte le frasi che mi colpiscono, per tenerle sempre con me. Credo proprio che lo farò. Anzi, lo farò.

    Corsa tra nebbia e solitudine: 19 km nel menù. Se all’inizio le lunghe distanze mi facevano paura — sia perché le credevo noiose, sia perché certi numeri mi spaventavano — ora sono diventate il mio momento preferito della settimana. Mi piace correre, correre a lungo, in solitudine. Solo io, il mio respiro e le gocce fredde che scendono dalla fronte. Il sale che si deposita sulla pelle, rendendola ruvida e biancastra.

    Non so bene come descrivere la sensazione che provo durante la corsa: libertà? O forse è semplicemente quel momento in cui finalmente stacco la testa dai mille pensieri e mi concentro solo su ciò che sto facendo. Per ora posso solo dire che correre, e correre a lungo, mi fa sentire isolato dal resto del mondo. Il tempo scorre, ma con un ritmo tutto suo. A volte un’ora sembra un minuto, altre volte quel maledetto minuto sembra durare un’eternità. Ma va bene così: prendo tutto con gratitudine.

    Sono molto contento di come è andato l’allenamento: battito basso, respiro profondo e concentrazione fino all’ultimo. Sono felice, davvero.

    Oggi ho anche portato mio fratello ad allenarsi con me. È stato un bel momento di condivisione. Ho fatto anche la mia tappa fissa al panificio di fiducia e, come sempre, ho preso il solito pane speciale del sabato. Sono felice, e lo so.

    Nel pomeriggio ho trascorso del tempo con il mio amico Thomas, una delle poche persone su cui posso davvero contare. Non siamo amici da tantissimo e a volte percepisco quella sottile tensione quando si entra in discorsi più sensibili ed emotivi, ma credo fortemente che sia una bella persona e un ottimo amico. Con lui ho trovato più amicizia vera che in relazioni portate avanti per anni. Spesso, durante le nostre conversazioni, entro in uno stato di flow: quando il dialogo diventa coinvolgente, il tempo vola. Sono davvero contento di averlo conosciuto. È raro, oggi, trovare persone con un’anima buona, non opportunista e non cattiva.

    Sebbene mi fossi promesso di non parlare di calorie e di non tracciare tutto, dicendomi che avrei assaggiato ogni cosa senza paranoie, oggi non è andata così. Avrei voluto mangiare una bella fetta di cheesecake questo pomeriggio. Invece ho optato per lo yogurt greco. Devo migliorare su questo lato: se prima avevo problemi con le abbuffate, ora mi trovo ad affrontare l’esatto opposto, privarmi del cibo e contare mentalmente le calorie.

    Oggi quella torta me la meritavo. Era il premio per due allenamenti belli tosti. Sì, ho sbagliato. Ma come ogni cosa, si migliora. Si impara. Domani è il compleanno di mio fratello: non voglio essere ossessionato dalle calorie, ma nemmeno esagerare con il cibo processato. Devo imparare a godermi il buon cibo senza pensare sempre a numeri che, paradossalmente, non esistono davvero.

    Devo imparare a gratificare i miei sforzi. Amo il cibo, è vero. Amo provare nuovi sapori, esplorare, assaggiare. Prometto a me stesso che lo farò senza farmi problemi. La prossima volta prenderò quella fetta di cheesecake che meritavo. Promesso. Basta numeri, basta pensare che una singola fetta di torta possa rovinare tutti i miei progressi. Il cibo è benzina per il corpo e la mente, ma è anche bontà, curiosità e desiderio.

    Questa sera mio fratello compirà 18 anni. Cavolo, come cresce. Fino a ieri ne aveva 14, e ora ne ha 18. Il tempo vola, molto più in fretta di quanto pensiamo. Stasera dedicherò il mio tempo a lui e festeggeremo insieme. Sono molto fiero di come sta crescendo. Ha tanto da imparare, certo… ma chi non ne aveva a 18 anni?

    A domani, lettori.
    Vi auguro una buona domenica 🤍